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Mostre in Italia
La scelta di Terra D'Arte
Una piccola selezione di mostre in Italia

2008
The year of Osvaldo
Licini (1894 - 1958)
Ascoli Piceno, Galleria d'arte contemporanea
Monte Vidon Corrado, centro studi Licini
Overzichtstentoonstelling Osvaldo Licini (1894-1958)
18 april - 4 november 2008
Licini is de belangrijkste exponent van de Italiaanse Moderne kunst uit Marche. Een fascinerende avant-garde kunstenaar die de laatste dertig jaar van zijn leven versleet in zijn geboorteplaats in Marche, na intensieve artistieke ervaringen in Bologna, Milaan, Florence en Parijs. In Parijs leert hij Modigliani kennen, maar ook Picasso en Cocteau, en bracht zijn avonden met hen door in caffè sul Boulevard du Montparnasse en caffè Dôme.
Maar vooral de latere kunstwerken uit Marche zijn prachtig en typerend voor Licini:de 'Rebellerende Engelen' en 'Amalassunta' vol mystiek en doorweekt van Italiaanse tradities en lokale symboliek.
De tentoonstelling toont zestig kunstwerken van Licini uit privecollecties en grote musea van over de hele wereld. Het kunstmuseum in Ascoli dat vanaf 26 april zijn deuren opent voor deze tentoonstelling, is gelegen in het voormalige Augustijner klooster in het hartje van deze prachtige stad.
Locatie: Ascoli Piceno (Marche), Galleria d'Arte
Contemporanea Osvaldo Licini.
Documenten, foto's en vroege werken in de woning van Osvaldo Licini (1894-1958)
18 april - 4 november 2008
In het geboortehuis van Licini in Monte Vidon Corrado is een vervolgtentoonstelling met documenten, foto's en vroege werken. Het dorpje ligt op de top van een heuvel, met groene heuvels en mooie vergezichten. Wandelend langs zijn persoonlijke bezittingen, zoals meubels, beschilderde wanden, schildersezels en verfspullen ontdekken we de persoon achter de kunstwerken, in zwartwit foto's, talloze brieven en gedichten, tekeningen en schilderijen die hij maakte van het landschap en de mensen die hem omringden.
Locatie: Monte Vidon Corrado (Marche), Studiecentrum "Osvaldo Licini"
Piazza Osvaldo Licini, 1
Firenze e gli antichi Paesi Bassi
Dialoghi artistici, 1430 - 1530
20/06/2008 26/10/2008
Grazie agli intensi rapporti commerciali ed artistici con gli antichi Paesi Bassi,
e all’importanza delle scuole pittoriche di quelle regioni, nel Quattrocento è grande in Italia,
e in particolare nella Firenze dei Medici, l’interesse per i dipinti fiamminghi.
L’adozione, nella tecnica pittorica, dell’olio come legante dei colori, benché già nota fino dal Medio Evo,
assume allora larga diffusione sotto l’influsso degli innovativi e brillantissimi risultati
della pittura di Jan van Eyck e dei suoi numerosi imitatori e seguaci, promuovendo anche a
Firenze una domanda assai significativa attestata dalla presenza di molte opere provenienti dal Nord.
Membri di importanti famiglie fiorentine come i Portinari, i Baroncelli, i Pagagnotti, i Tani,
accreditati a Bruges come rappresentanti di imprese commerciali e bancarie quali il Banco dei Medici,
agirono, nel campo artistico, come elementi di congiunzione tra il mercato locale e la richiesta dall’Italia,
facendosi intermediari o acquirenti di opere destinate a dar lustro alle chiese, ai palazzi, alle ville fiorentine,
o alle loro proprie abitazioni e cappelle a Firenze e al Nord.
Anche presso gli artisti, le innovazioni della pittura neerlandese suscitarono un interesse straordinario.
La presenza a Firenze di capolavori di Jan van Eyck, Rogier van der Weyden, Hans Memling,
nonché di vari altri maestri degli antichi Paesi Bassi, e in particolare l’opera più celebre e più monumentale,
il Trittico Portinari di Hugo van der Goes arrivato nella chiesa di Sant’Egidio nel 1483,
ebbe un impatto vigoroso e profondo nell’ambiente artistico locale.
Dal Beato Angelico e da Filippo Lippi a Botticelli, Leonardo, Perugino e Ghirlandaio,
da Lorenzo di Credi a Fra’ Bartolomeo, fino a Raffaello, Andrea del Sarto e Pontormo,
la magica poesia della luce e dell’osservazione analitica dei paesaggi, degli interni e
delle cose che conferiscono consistenza tattile ed emotiva ai personaggi e agli ambienti,
entra con le più varie sfumature a far parte integrante del linguaggio figurativo del rinascimento fiorentino.
La mostra si propone di offrire una panoramica delle opere neerlandesi presenti a Firenze nel periodo 1430-1530,
attraverso una scelta mirata di capolavori dei grandi maestri da Jan van Eyck a Luca di Leida,
commissionati e acquistati dai banchieri e mercanti fiorentini impegnati per i loro affari a Bruges.
Quelle opere spesso di piccolo formato, soggetti sacri o ritratti legati a formare dittici e trittici
dipinti anche sul verso, divennero modelli di tecnica pittorica e di soluzioni iconografiche per
la produzione dei maestri fiorentini e delle loro botteghe. Venduti poi dai discendenti delle
famiglie che li possedevano, smembrati e dispersi sul mercato antiquario, e finalmente acquisiti
dai più importanti musei e collezioni, vengono almeno in parte ricomposti e presentati integralmente
qui per la prima volta dopo vari secoli. E’ il caso dei due trittici Pagagnotti del grande Hans Memling
e del Maestro della Leggenda di Sant’Orsola, le cui tavole sono oggi divise tra musei di Cherbourg, Fiesole, Firenze, Londra e New York.
La fortuna degli esempi nordici viene documentata anche da una scelta di incisioni, veicolo della larghissima diffusione di tipologie, soggetti e soluzioni formali. Accanto, la mostra propone una serie di dipinti e miniature fiorentini contemporanei, per illustrare la risposta (anzi le risposte) degli artisti locali. Con accostamenti a volte straordinariamente stimolanti, viene evidenziata l’attenzione ai modelli, ma anche la radicale diversità della concezione spaziale e la piena indipendenza delle soluzioni pittoriche, nei temi sacri e nei ritratti di Andrea del Castagno, del Ghirlandaio, del Botticelli, del Perugino, di Raffaello. E non certo a caso, riprende vigore la produzione di piccoli dittici e trittici portatili, con gli sportelli chiudibili dipinti a monocromo sui versi da Filippino, da Fra’Bartolomeo o da Mariotto Albertinelli, con sottigliezze luministiche che ben poco hanno da invidiare ai prototipi fiamminghi. La mostra trova la sua immediata origine e la sua ragione nell’intento congiunto di celebrare il cinquantesimo anniversario dell’Istituto Universitario Olandese di Storia dell’Arte a Firenze. Durante il mezzo secolo della sua esistenza, questa istituzione ha fatto dello studio sistematico dell’arte fiamminga e olandese nei suoi rapporti reciproci con l’arte italiana, una fondamentale e costante componente del suo programma di ricerca. Il confronto diretto fra capolavori delle scuole pittoriche fiorentine e degli antichi Paesi Bassi nel periodo scelto, che produsse opere tra le massime espressioni della pittura europea, viene proposto per la prima volta con il duplice scopo di verificare l’effettiva realtà dei reciproci influssi ma anche la sostanziale autonomia stilistica delle due scuole; e di sottolineare la cordiale intesa fra le due culture, valida ancora oggi attraverso il comune impegno di studi in Olanda e Italia.
Firenze, Galleria Palatina, Palazzo Pitti

Otto quadri in scena
tra filosofia e letture
teatrali
Eight paintings
in scene between
philosophy and theatral
literature
08/10/2007
12/05/2008
Roma, Palazzo Barberini
Galleria Nazionale di Arte antica

De bibliotheek van Federico Da Montefeltro
15/03/2008 27/07/2008
350 jaar na de verplaatsing van de bibliotheek van de Hertog van
Urbino naar de bibliotheek van het Vaticaan, keert voor de eerste
en enige keer de bibliotheek van Federico di Montefeltro terug naar
zijn oorspronkelijke domein in de zalen van het Renaissance paleis
in Urbino.
De bezoeker kan de essentiële en spectaculaire eigenschappen
van de collectie manuscripten ervaren, waarvan de consultatie normaalgesproken
alleen gereserveerd is voor wetenschappers. De geschriften weerspiegelen
de interesse in de cultuur en de vernieuwende drive die typisch
is voor de vijftiende eeuw in Italië. Zo’n collectie
kan alleen geboren zijn in het centrum van de perfecte hoveling,
de broeiplaats voor kunst en cultuur.
De tentoonstelling is een absolute waarheidsgetrouwe reconstructie van de oorspronkelijke bibliotheek, dat al sinds het ontstaan ervan wordt beschouwd als de meest prachtigste en grootste collectie vijftiende eeuwse manuscripten.
Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, Palazzo Ducale
Scoperte intorno a Simone de Magistris
18/03/2008 - 01/06/2008
Nella mostra saranno esposte un gruppo di circa 30 opere tra cui una decina di tele inedite o poco conosciute del maestro di Caldarola, affreschi e sinopie della sua scuola, nonché la ritrovata pala d’altare di Paolo Piazza della Collegiata di Cupramontana, quelle di Andrea Lilli della Collegiata di Apiro, di fatto sconosciute, ed alcuni importanti disegni di Ferraù Fenzoni e dello stesso Lilli. Questa sarà anche la prima occasione per studiare in modo più approfondito l’opera di Simone De Magistris come scultore, presentando, dopo un complesso intervento di restauro, la prima scultura a lui attribuita proprio a seguito delle ricerche alimentate dalla recente mostra.
Caldarola, Palazzo Pallotta

Vincenzo Pagani
A Devote Painter between Crivelli and Raffael
31/05/08 - 08/11/08
Attivo nella prima metà del XVI secolo, Vincenzo Pagani ha lasciato nelle Marche numerosi dipinti tra opere su tavola e affreschi diffusi nelle chiese e nei musei della regione. La mostra intende focalizzare l’attenzione non solo sul ruolo svolto dal pittore, fra crivellismo e raffaellismo, ma anche a sottolineare i rapporti con altri protagonisti del tempo operanti nell’area meridionale delle Marche. Oltre alla mostra, sono previsti degli itinerari nei comuni di Porto San Giorgio, Altidona, Monterubbiano, Moresco, Falerone, Massa Fermana, Francavilla d’Ete, Torre San Patrizio, Ortezzano, Montottone, Montelparo, S. Vittoria in Matenano.
Fermo, Palazzo dei Priori

Il Quattrocento a Roma
La rinascita delle Arti
da Donatello a Perugino
The 15th C. at Rome
The Renaissance of the Arts
from Donatello to Perugino
29/04/2008 -
07/09/2008
Roma, Museo del Corso
Giovanni Baronzio
Painting at Rimini in the 14th Century
13/03/2008 - 18/05/2008
Roma
Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
Tel: (0039)06/4824184-4814591

Macerata Sferisterio Opera Festival
Program season 2008:
"La seduzione"
25 July, 2 and 7 Aug - Manon Lescaut, by Giacomo Puccini (1858-1924)
26 July, 1, 2, 12 Aug - Carmen, by Georges Bizet
27 and 31 July, 9 Aug -Salome by Richard Strauss
3, 6 and 10 Aug - Cavalleria Rusticana-El amor brujo by
Pietro Mascagni / Manuel De Falla
Theater Rossini in Civitanova
24 and 27 July - Cleopatra, Melodramma su libretto di Marco d'Arienzo
30 July, 1 Aug - The Servant, Tratto dal racconto di Robin Maugham
5, 8 Aug - Neues vom Tage, Libretto di Marcellus Schiffer
PARIS 1900 - La collezione del Petit Palais di Parigi
01/03/08 – 20/07/08
Arriva dalla capitale francese la mostra “PARIS 1900”, dalle collezioni del Petit Palais che rimarrà aperta dal 1 marzo al 20 luglio 2008. Curata da Gilles Chazal, conservatore e direttore del Petit Palais, la mostra d’innegabile fascino amplifica l’indagine sull’arte d’Oltralpe con opere di artisti contemporanei a De Nittis, allargando lo sguardo sulla città oltre la pittura, attraverso sculture, oggetti d’arte, arredi, gioielli, ceramiche, stampe, fotografie della fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Un nucleo fondamentale di arte francese, frutto di ordinazioni e acquisizioni, che costituisce ancora oggi uno degli assi portanti delle raccolte del Petit Palais, inaugurato l’11 dicembre 1902, in seguito all’Esposizione Universale, diventando il Palais des Beaux-arts della Città di Parigi.
Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis - Palazzo della Marra
Guido Cagnacci, Protagonista del seicento tra Caravaggio e Reni
19/01/08 – 22/06/08
Tutti lo ricordano come l’artista che meglio ha saputo trasporre sulla tela la morbida sensualità della figura femminile. Del Seicento egli fu protagonista, non testimone o semplice comprimario. Come un iperrealista dei nostri giorni lo affascinava l’enigma delle cose. Riuscì a rendere visibile il vero dei sentimenti, delle emozioni, a raccontare l’anima figurando il corpo. La mostra, con oltre 90 opere, ricostruirà gli inizi della sua attività nella terra natale, già toccata da fermenti naturalistici, per poi seguirne lo sviluppo a Roma, dove Cagnacci si recò a più riprese in compagnia di Guercino, venendo in contatto con le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci. In questo modo egli maturò convinzioni che si esplicano dapprima nelle bellissime opere sacre realizzate per le chiese riminesi e che non verranno meno neanche quando la fama ormai raggiunta lo portò nuovamente a Bologna, dove si misurò con la pittura di Guido Reni, promotore di un’ arte fortemente idealizzata da cui Cagnacci desume una nuova monumentalità ma senza che le sue immagini perdano fisicità e spessore carnale. Per evidenziare le peculiarità di tali esperienze, la mostra affiancherà ai capolavori giovanili di Cagnacci, dipinti del Caravaggio e dei suoi seguaci, da Vouet a Van Honthorst, da Serodine ad Orazio e Artemisia Gentileschi, a Lanfranco, nonché di Guido Reni e di Guercino. In seguito Cagnacci privilegerà soggetti profani e soprattutto di nudo femminile che gli procureranno grande fama e lo porteranno a lavorare in ambienti segnati da una grande libertà, prima a Venezia e poi a Vienna. Grande rilievo sarà riservato anche a questa fase dell'attività pittorica di Cagnacci.
Forlì, Musei San Domenico





